COUNSELOR E COUNSELING: NORMATIVA PER LA PROFESSIONE IN ITALIA

COUNSELOR E COUNSELING:

NORMATIVA PER LA PROFESSIONE IN ITALIA

LO STATO DELL’ARTE DELLE NORME PER LA FORMAZIONE E LA PROFESSIONE

In merito alla professione di Counselor e al relativo iter di formazione in Italia, non esiste una legge in ambito governativo che ne determini le specifiche.

In questo caso, come accade anche per lo Yoga (ma per molte alte professioni non organizzate in ordini o collegi, che fanno riferimento alla legge n.4 del gennaio 2013 , la scelta dell’Ente formativo da parte dell’allievo si basa sugli standard ai quali ormai la quasi totalità delle associazioni di riferimento aderiscono. Vi sono ancora molte differenze in merito alla distribuzione delle ore in relazione alla materia e all’argomento di studio, ma sui fondamentali, cioè sui concetti base del Counseling (modalità, campi  e limiti di applicazione) c’è ormai un bassissimo margine di discrepanza.

Le differenze, semmai, trovano spazio nel modello applicato. Vi sono infatti diversi orientamenti nello svolgimento della professione del counselor: filosofico, sistemico, gestaltico, a mediazione corporea, integrato…

Anche in questo campo, come avviene per tutte le professioni non incluse in ordini o collegi (per intenderci, e a puro titolo esemplificativo, le professioni regolamentate da ordini o collegi sono quelle di giornalista, architetto, ingegnere, psicologo…) la regolamentazione, sia nello svolgimento della professione che per quanto attiene alla formazione, è delegata alle associazioni di riferimento.

In Italia, molte tra le associazioni che raggruppano e regolamentano i professionisti del counseling, fanno riferimento a una Federazione Nazionale che è appunto FederCounselig, ma non tutte vi aderiscono. È bene dunque, per i candidati allievi, armarsi di pazienza e leggere con attenzione regolamenti e codici etici e deontologici innanzitutto dell’Ente formativo prescelto e, in seguito, in base a quale associazione quest’ultimo aderisce (se vi aderisce), verificarne la presenza nei registri direttamente dal sito ufficiale.

Certo è che una formazione in Counseling, a qualsiasi indirizzo appartenga, non può prescindere da un monte ore congruo e idoneo a formare un professionista della relazione d’aiuto che non solo abbia acquisito nle capacità tecniche (imprescindibili) ma che si stato (e continui ad essere) protagonista di un percorso di crescita interiore personale, che sia in grado di gestire la relazione d’aiuto fornendo un servizio al cliente che sia serio, rigoroso e irreprensibile, senza sconfinare in ambiti che non gli competono. La stessa FederCounseling un minimo di 500 ore di formazione, incluse quelle dedicate alla crescita personale, nell’arco di un triennio.

Per concludere: la professione del Counselor rientra attualmente in quelle normate dalla Legge n. 4 del gennaio 2013. Non esiste in Italia un ordine a cui fare riferimento ma diverse associazioni, per così dire, di categoria. Non esiste nemmeno un iter formativo specifico di tipo canonico, ossia a livello universitario, se non qualche eccezione che riguarda però soltanto l’ambito post-laurea.

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