INSEGNARE YOGA IN ITALIA: A CHE PUNTO SIAMO

INSEGNARE YOGA IN ITALIA

LEGGI E NORMATIVA

Allo stato attuale, in Italia, non esiste una legislazione defnita in merito alla professione di insegnante di Yoga. Fatta eccezione per l’onnicomprensiva legge n. 4 del 14 gennaio 2013 sulle professioni non organizzate in ordini o collegi (praticamente la maggior parte, In Italia), non esiste un normativa nazionale di riferimento in merito alla professione di insegnante di Yoga. Tanto meno, esiste un riferimento legislativo standardizzato ufficialmente riguardo l’iter formativo.

Tuttavia, esistono parametri standard riconosicuti a livello nazionale e internazionale a cui fare riferimento per scegliere tra le centinaia di proposte formative attualmente in essere. Questi parametri sono rintracciabili sui siti delle varie associazioni di riferimento, quali -a puro titolo esemplificativo e non esaustivo- Yoga Alliance (la più ri-conosciuta su scala internazionale), alcuni Enti di promozione sportiva affiliati al CONI, come ASI, CSEN o altri e, ancora, YANI Yoga Associazione Nazionale Insegnanti o IYF International Yoga Federation. Tutte queste associazioni hanno stilato uno standard preciso per la formazione o, quanto meno, danno utili consigli su come orientarsi nella scelta del percorso.

Già dal 2007, inoltre, tra alcune associazioni e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è stato siglato e rinnovato nel tempo, un protocollo d’intesa per l’insegnamento dello Yoga nelle scuole.

In alcune regioni, la professione dell’insegnante di Yoga è stata inserita tra le Discipline Bio Naturali e gli insegnanti che lo desiderano (e che dimostrano di essere in possesso dei requisiti idonei) possono chiedere di essere inseriti in un apposito registro pubblico di riferimento, a maggior tutela e garanzia del cittadino.

Allo stato dell’arte, esiste anche da dicembre 2016 una norma UNI di riferimento che sancisce le dinamiche formative per diventare un insegnante di Yoga, la cui qualità dei servizi possa essere certidicata da un Ente preposto (UNI, in questo caso) e che però ha un costo di 49,00 euro, quindi non accessibile a tutti. Sarebbe auspicabile la costituzione di un tavolo unico tra le varie associazioni e le scuole di formazione, così da rendere più stabile, coesa e unanime la voce degli enti che rappresentano tutti i professionisti dello Yoga. Ma al momento, siamo ancora lontano perfino dall’ipotesi.

Poiché, come detto, esistono comunque standard seri di riferimento, attualmente per scegliere un percorso formativo in relazione all’insegnamento dello Yoga, è possibile far riferimento ai differenti standard delle associazioni citate e di altre simili e, in funzione del proprio temperamento e delle preferenze personali, individuare l’Ente di formazione che riteniamo più idoneo.

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